martedì, marzo 14, 2006

UDITE UDITE!!!

Finalmente questo week-end, dopo un lungo travaglio, si terrà a Milano il
PRIMO CORSO D'APPRENDIMENTO PER BAMBINI!!!
Vi saprò dire come va: lavoreremo sulle intelligenze multiple e i diversi stili di apprendimento, sulle credenze e gli obiettivi, tutto in maniera divertente e giocosa!
Ovviamente vietato ai maggiori di 12 anni...

venerdì, marzo 03, 2006

I bambini indaco

Oggi volevo parlare di un argomento un pò insolito, in realtà molto più presente di quanto si creda: i bambini indaco
Sono i bambini della nuova era: hanno capacità particolari, anche molto diverse tra loro. Alcuni sono molto sensitivi, altri hanno doti di telepatia, telecinesi, psicocinesi, ed altro; ma a parte questi estremi ci sono moltissimi bambini, circa l'80% dei nuovi nati dal 2000 ad oggi, che hanno queste caratteristiche: precoci, intuitivi, consapevoli, sensibili e non di rado sensitivi, non si adeguano agli abituali modelli di comportamento, agiscono in base a leggi proprie, non fanno niente sotto costrizione, non si accontentano di risposte facili.
Secondo molti, questi bambini hanno il compito portare pace e armonia nei tempi che verranno, in quella che viene definita l'era dell'acquario.
Ma gli avvenimenti "particolari" legati a questi bambini sono tanti, alcuni davvero straordinari, come questo:

Circa 10 o 11 anni fa è nato un bambino con l'AIDS. Il test è risultato positivo sin dalla nascita, a sei mesi e fino al primo anno di età. Poi non è più stato visitato fino all'età di sei anni, quando, sorprendentemente, il test è risultato negativo. Dagli esami fatti il suo sangue è risultato perfettamente sano, come se l'AIDS non ci fosse mai stato. Il bambino fu portato alla UCLA (Università di Los Angeles) per essere sottoposto ad ulteriori esami che potessero spiegare che cosa fosse mai successo. A questo punto la storia prende una piega veramente insolita. Il DNA del bambino non era un DNA normale.

Nel DNA normale umano ci sono 4 acidi nucleici che si combinano in gruppi di 3, formando 64 schemi o patterns diversi, chiamati codoni. In qualsiasi luogo del pianeta, il DNA umano è formato da 20 codoni "aperti" (attivi); gli altri codoni sono "chiusi" (disattivi), ad eccezione di 3 che segnano l'inizio e la fine del messaggio. La scienza ha sempre supposto che i codoni chiusi facessero parte di vecchi programmi genetici. Questo bambino aveva 24 codoni aperti, 4 in più di qualsiasi altro essere umano. In seguito a questa scoperta, hanno fatto degli ulteriori esperimenti per verificare la forza del suo sistema immunitario, ed anche qui non sono mancate le sorprese.

Hanno messo una dose di una sostanza letale all'interno di un contenitore di petri, e l'hanno mischiata con alcune cellule del bambino che sono rimaste inspiegabilmente illese. A questo punto hanno aumentato la dose letale fino a 3000 volte il necessario per infettare un essere umano, ma anche in questo caso le sue cellule sono sopravvissute. Poi hanno messo a contatto con il suo sangue altre cellule, anche di tipo canceroso, ed hanno scoperto che questo bambino era immune a tutto.
Con il passare del tempo, hanno trovato altri bambini con le stesse caratteristiche, fino ad 1.000.000 di questi bambini.
A fronte di queste ricerche, all'Università di Los Angeles pensano che, se fosse possibile analizzare l'intera popolazione della terra, ci sarebbe l'1% dellla popolazione con il nuovo DNA: circa 60.000.000 di persone.

Questa attivazione dei nuovi codoni del DNA si trova principalmente nei bambini, ma anche in persone adulte. Come nella teoria della "centesima scimmia", può essere trovata in ogni tipo di persone, e pare che questo numero sia in aumento.

Straordinario, non trovate?
Certo, questo è un esempio un pò particolare, ma a quanti di voi è capitato di avere a che fare con bambini "insoliti", particolarmente saggi, attenti o consapevoli, che magari vi hanno detto delle cose in quel modo particolare, che parlava proprio a voi, solo a voi,una cosa "da far venire i brividi"?
Mooooooooooooooooooooooooooolto interessante...!!!

Libri consigliati

per genitori :
PNL con i bambini di Eric de La Parra Paz. Una bel manuale per educatori con molte teorie interessanti e spiegate in modo semplice.
Come rovinare un figlio in 10 mosse di don Antonio Mazzi. Immediato, incisivo, senza mezzi termini, insomma è un pò come avere un dialogo a 4 occhi con don Mazzi.

per bambini
Alla ricerca della felicità di Geronimo Stilton. C'è una pagina che ha il profumo di cioccolato, ma ma molti spunti interessanti, in certi punti quasi un'Academy a misura di bimbo.

per tutti
Chi ha spostato il mio formaggio.

martedì, febbraio 28, 2006

Due libri straordinari

Ciao bimbi piccoli e grandi!
Come va? Oggi vi lancio un paio di libri secondo me straordinari (e poi su questo passo la palla ad Helga)

Ronald Davis: "Il dono della dislessia" (quando si dice il linguaggio!)
e...provocatorio al massimo: "Se mi ami non accettarmi come sono" (!) di Reuven Feuerstein
ovvero: non usare la scusa che ti vado bene così come sono per non aiutarmi a crescere e a sviluppare le mie potenzialità!
E' un pò tecnico, ma ha un corrispettivo molto semplice e carino che si intitola " Come insegnare l'intelligenza ai vostri bambini" di Nessia Lainado

Un piccolo estratto, secondo me spettacolare (è un dialogo reale trascritto):
- Mamma, sai cos'ha detto oggi la maestra?
- No, dimmi
- Che il signore è nel nostro cuore e ci dice quello che dobbiamo fare
- Ah, si? E se poi non lo facciamo?
- Ripete. (Micol, 5 anni)

Abbassiamo tutti le orecchie come i cagnolini in segno di sottomissione...!

Una chicca: chi di voi ha mai sentito parlare di bambini indaco?

Baci!

lunedì, febbraio 27, 2006

Dal Piccolo Principe

Oggi volevo riportarvi una piccola citazione, da un libro che quasi tutti abbiamo letto ma che raramente ci è capitato di riprendere in mano da adulti: Il Piccolo Principe. E' pazzasco come queste poche righe si possano leggere in 1000 modi diversi!


Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno.
Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono piu’ a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”.
Meditai a lungo sulle avventure della jungla.
E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno.
Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava.
Ma mi risposero: “ Spaventare? Perche’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” .
Il mio disegno non era il disegno di un cappello.
Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.
Affinche’ vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa.
Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.
Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.
Fu cosi’ che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.
Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disarmato.
I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.
Allora scelsi un’altra professione e imparai a pilotare gli aeroplani.
Ho volato un po’ sopra tutto il mondo: e veramente la geografia mi e’ stata molto utile.
A colpo d’occhio posso distinguere la Cina dall’Arizona, e se uno si perde nella notte, questa sapienza e’ di grande aiuto.
Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi.
Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino.
Ma l’opinione che avevo di loro non e’ molto migliorata.
Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato.
Cercavo di capire cosi’ se era veramente una persona comprensiva.
Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: “E’ un cappello”.
E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle.
Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte.
E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile."


Quante volte, soprattutto dopo aver iniziato un percorso di crescita personale, tutti noi abbiamo cercato di spiegare che quello di cui parlavamo non era "un cappello", ma qualcosa di diverso, e alla fine ci siamo ritrovati a parlare "di bridge, di golf, di politica e di cravatte"...! Che ne dite? ;)
Se penso a quanto è stato frustrante per me in quei momenti, mi chiedo quanto possa esserlo per un bambino, che ha continuamente delle intuizioni straordinarie ma raramente trova qualcuno che le ascolti...